Archivio per Agosto, 2009

Agosto 2009: di nuovo sui pedali tra Dobbiaco e Lienz

Ancora una volta non abbiamo saputo resistere al richiamo della Dobbiaco - Lienz. Il cielo terso e il caldo cittadino invogliano a cercare la freschura tra i monti della  Val Pusteria. Scegliamo una giornata infrasettimanale per evitare la ressa del fine settimana, ma sembra che molti abbiano avuto la stessa idea. Nel tratto di statale tra Villabassa e Dobbiaco si procede in colonna a passo d’uomo: sembra di stare in città nelle ore di punta. Dopo lungo penare decidiamo di partire con la bicicletta da Dobbiaco e non da San Candido per risparmiarci un po’ di coda sia all’andata ma soprattutto al ritorno. Parcheggiamo nei pressi della stazione del treno poco prima dell’impianto di teleriscaldamento, scarichiamo le bici e partiamo alla volta di Lienz. Il tempo è splendido e pedaliamo vigorosamente verso San Candido. Sono circa 4 chilometri in leggera discesa quasi tutti lungo la ferrovia. Arrivati alle porte di San Candido ci scontriamo con un classico problema cittadino: l’attraversamento della città non è agevole a causa dell’intenso traffico di automobili. Viaggiamo sui marciapiedi e non appena possibile abbandoniamo la strada per Sesto Pusteria e svoltiamo verso la stazione dove il traffico è decisamente più contenuto. Superiamo finalmente San Candido, imbocchiamo come le scorsa volte la ciclabile e pedaliamo ottimisti verso il confine. Sarà che tutti si muovono più o meno alla stessa ora, ma alle 11.00 sembra che tutti i turisti dell’Alta Pusteria abbiano deciso di intraprendere un viaggio in bici verso Lienz. Non ricordo di aver mai visto tanta gente sulla ciclabile. In certi momenti sembra di correre nel gruppo di una gara ciclistica. Confesso che in alcuni frangenti prestiamo più attenzione agli altri ciclisti che al paesaggio. Il nostro obiettivo è raggiungere velocemente Sillian per permettere ai bambini di rilassarsi un po’ al Wichtelpark per poi proseguire la nostra pedalata.

Mentre la ciclabile fino a Sillian non riserva novità particolari, il Wichtelpark è stato ampliato. Proprio all’ingresso sono state erette due torri collegate tra loro dalle quali i bambini possono scendere con uno scivolo. Nella parte superiore è stata inserito un trampolino elastico. La novità principale è un percorso attrezzato tra gli alberi destinato sia ai bambini sia agli adulti. Il percorso è aperto solo in certi momenti della giornata e l’accesso è a pagamento.

Consumato un breve pasto al chiosco del Wichtelpark ripartiamo alla volta di Thal prima e di Lienz poi. Il tratto tra Sillian e Tassenbach è quello che personalmente preferisco maggiormente. La ciclabile corre in piano a fianco della Drava tra ampi prati e caratteristici masi. L’occhio si riempe del verde dell’erba e dell’azzurro del cielo. Raramente si incontra qualche mucca vicino alla propria stalla. Da Tassenbach la ciclabile si inoltra nei boschi e inizia a scendere verso Thal. La velocità aumenta e si fa sentire sul viso. Per fortuna il traffico dei ciclisti è un po’ calato e la ciclabile è abbastanza sgombra. Il fondo stradale rimane sempre ottimo. Prima di Thal si notano ancora i segni delle frane che lo scorso anno avevano investito la ciclabile. Quest’anno il tempo è clemente e pedalando di buona lena si raggiunge rapidamente alla piscina di Thal dove come da tradizione ci fermiamo a rifocillarci. Il bar è letteralmente preso d’assalto da decine di ciclisti. Non oso immaginare l’incasso della giornata…. Notiamo che la piscina dopo parecchi anni è finalmente piena di bagnanti.

Rinfrancati nello spirito e nel fisico percorriamo l’ultima decina di chilometri che ci separa da Lienz. La temperatura comincia a salire e il caldo si fa sentire. Lienz ci sembra afosa e calda come una qualsiasi città di pianura. La biglietteria della stazione è presa di assalto dai ciclisti. Ne approfittiamo per fare un giro in città. I negozi sono aperti e invogliano a fare un po’ di shopping. Presso il panificio Joast (grande pubblicità di panificio biologico) ci lanciamo sulla crostata di fragole e i cornetti alle noci. Una bontà.

Ritorniamo in stazione dove si assiste alla classica scena dell’assalto al treno. Salire su di un treno che fa trasporto bici tra Lienz e San Candido tra le 16 e le 18 è una vera e propria avventura. Il numero di vagoni è insufficiente rispetto al numero di passeggeri (a sentire un ferroviere austriaco non è logisticamente possibile aggiungere altri vagoni).  Il treno parte alle 17.06 ma già alle 16.50 l’altoparlante comunica che il treno è già pieno e invita i passeggeri ad aspettare il treno delle 18.06. Per fortuna abbiamo trovato un posto, perché un gran numero di persone è costretta a viaggiare in piedi. Il treno strapieno parte alla volta di San Candido. Dopo circa un’ora di viaggio arriviamo alla stazione di San Candido dove come da tradizione la distribuzione delle bici viene autorganizzata dai viaggiatori stessi.Visto il costo del biglietto questa pratica mi sembra uno schiaffo in faccia ai viaggiatori paganti.

Saliti nuovamente sulle bici pedaliamo alla volta di Dobbiaco. Notiamo che sulla statale la coda delle automobili copre l’intera distanza tra San Candido e Dobbiaco. Anche se un po’ stanchi siamo contenti di non sedere in macchina e di pedalare invece tra i prati. Dopo una ventina di minuti raggiungiamo il parcheggio, carichiamo le bici e ritorniamo a casa. Arrivederci al prossimo anno.