Agosto 2008: sulla Dobbiaco-Lienz molte conferme e qualche novità

Domenica 3 agosto 2008: via di nuovo con bici e famiglia lungo la Dobbiaco - Lienz (pur partendo da San Candido). Tempo soleggiato e temperatura ideale. Alle 10.45 il nuovo parcheggio all’ingresso nord di San Candido è ancora semivuoto. Siamo costretti a scaricare le bici prima dell’ingresso a causa della sbarra che ci impedirebbe di entrare. Nei giorni feriali la sosta è limitata a 5 ore, nei festivi non sappiamo. La vista di altri compagni di biciclettata che hanno parcheggiato nello stesso posto ci rincuora. Un goccio d’acqua prima di partire, zaino in spalla e via si parte lungo la Drava. Mi aspettavo il caos lungo la ciclabile, ma per fortuna il traffico ciclistico sembra al di sotto delle attese.

Quest’anno la valle è particolarmente verde: un vero e proprio spettacolo. Cavalli e mucche si alternano nei campi lungo la ciclabile. Ci avviciniamo a Versciaco e veniamo raggiunti da un gruppo numeroso di ciclisti. Sarà la costante della giornata: alcuni gruppi numerosi, meno famiglie rispetto al passato. Sulla salita che porta in paese entrambi i pargoli si difendono e procediamo spediti.

Il problema con i gruppi numerosi è che soprattutto nei tratti in salita (e sulla Dobbiamo Lienz per fortuna sono pochissimi) si crea un clima di allegra anarchia che rende impossibile agli altri ciclisti di pedalare in sicurezza. Chi salta giù dalla bici all’improvviso, chi si sposta a destra, chi a sinistra, chi cerca il proprio amico, chi sbanda. Un vero e proprio caos. Soprattutto con i bambini può creare un po’ di preoccupazione.

In ogni caso superiamo anche queste difficoltà e puntiamo decisi verso il confine di Stato. Superiamo di slancio Prato alla Drava. Il fondo della pista ciclabile è sempre buono. Il tratto che va da Versciaco a Tassenbach è quello che preferisco, per i bellissimi paesi che si attraversano  e per il panorama.

A Sillian abbiamo il nostro classico appuntamento con il Wichtelpark, parco giochi immerso nel verde di un bosco. Noto che il chiosco che vende bibite e spuntini è stato rinnovato. Il proprietario ha approfondito la conoscenza della lingua italiana, ma il suo dialetto tedesco mi giunge sconosciuto. I prezzi sono accettabili. Come al solito molti italiani prendono il caffè che notoriamente in Austria non è il massimo. I commenti sono infatti molto negativi. L’attrazione che ancora entusiasma i miei bambini (e non solo loro) è il gioco di dighe. Una vecchia pompa a mano estrae l’acqua dal sottosuolo e la fa scorrere lungo piccoli canali in discesa. La pompa è bellissima, lo sforzo per fare uscire un po’ d’acqua notevole.

Dopo un’oretta di pausa ripartiamo e abbandoniamo Sillian. Sulla sinistra un bellissimo castello e la fabbrica della Loacker fanno capolino. Il numero di ciclisti al chiosco che vende wafer e altre leccornie è impressionante. Questa volta proseguiamo senza fermarci. Sempre lungo la Drava arriviamo a Strassen e poi a Tassenbach, il mio paese preferito. Da qui in poi termina la parte piana della ciclabile e cominciano le discese vorticose che ci porteranno a Lienz. I bambini si entusiasmano per la velocità.

Dopo Abfalterersbach siamo costretti a seguire una deviazione. A quanto pare nel tratto prima di arrivare a Thal ci sono state delle frane sul lato destro della Drava. Siamo costretti quindi a spostarci sul lato sinistro e a procedere lungo una strada forestale sterrata. Il fondo stradale è comunque buono e l’itinerario nel bosco è piacevole. Circa 4 chilometri prima di Thal si ritorna sulla ciclabile principale. Provo una sensazione strana quando passiamo tra due muri di terra: la ciclabile è stata liberata dai detriti e resa accessibile al passaggio.

I bambini cominciano ad essere stanchi, ma vogliamo arrivare a Thal per fermarci al bar della piscina. Quando arriviamo, troviamo un sacco di ciclisti che si stanno riposando. Con un po’ di incoscienza ordino un birra piccola. Mi portano una Goesser, che mi sorprende per la sua bontà. Per una volta la piscina è piena. Di solito quando passiamo di là, il tempo non è dei migliori. Anche questa volta qualche nube minacciosa si addensa sulle cime delle montagne.

Ci aspettano ora gli ultimi 10 chilometri prima di arrivare a Lienz. Ho sempre paura di questo tratto perché si ha la sensazione di essere già arrivati, ma in realtà bisogna ancora pedalare a lungo. Faccio fatica a classificare questo tratto di ciclabile. Ci sono ancora discese veloci, ma dopo un paio di chilometri si percepisce che la città si sta avvicinando. Passiamo davanti alla gola che si potrebbe visitare. Ho un attimo di incertezza, ma mia moglie mi indica di proseguire. Pedalando e pedalando cominciamo a vedere le prima case di Lienz. Ormai l’arrivo è vicino e quando passiamo a fianco del percorso per i canoisti capisco che siamo praticamente arrivati. Vediamo lo striscione e i miei figli improvvisano uno sprint per il primo posto.

Come sempre all’arrivo è aperto il chiosco per le informazioni. A questo punto dopo le foto di rito non rimane altro che puntare alla stazione del treno. Prima però non possiamo disdegnare un breve giro per il centro di Lienz. La vita si concentra nelle gelaterie e bar della piazza principale. Il resto del centro è praticamente deserto. Ritorniamo in stazione, facciamo i biglietti (circa 27 euro per 2 adulti e 2 bambini con le biciclette) e ci associamo alla massa dei ciclisti in attesa del treno. Quando arriva per fortuna l’assalto ai vagoni destinati alle biciclette è abbastanza civile e riusciamo a guadagnare senza problemi un posto a sedere. Perfettamente puntuale il treno parte e ci riporta a San Candido.

Alla stazione di San Candido come al solito non c’è nessuno che dia una mano a scaricare le biciclette. Ne scaturiscono forme di auto-organizzazione dei viaggiatori che provvedono a consegnare le biciclette ai legittimi proprietari.

Un altro viaggio lungo la Dobbiaco - Lienz si è concluso. Rimane forse un senso di ripetizione, di già visto, ma il verde della valle, le montagne, lo scorrere della Drava ci hanno fatto ancora una volta provare delle magnifiche emozioni.

1 Commento fino ad ora »

  1. Rosita ha detto

    am Giugno 29 2009 @ 8:21 am

    ciao noi l’abbiamo fatta ieri 28 giugno 2009…iltempo non era dei migliori però non ha piovuto e l’aria era calda, la deviazione quest’anno non c’è per fortuna però ho visto che ci sono state parecchie frane con l’inverno e la primavera scorsa….noi non abbiamo fatto soste prima di Lienz …di solito ancdiamo a mangiare nella birreria della Goesser li accanto c’è anche lo stabilimentodella birra e ti do ragione che è buona noi abbiamo assaggiato quella non filtrata, abbiamo mangiato piatti loroper noi un po’ troppo forti come gusto ma pli abbiamo mangiati di gusto….poi abbiamo fatto l’ultimo tratto per arrivare alla stazione, noi le bici le lasciamo là perchè prese a nolo da S.Candido…tornati indietro e ripartiti per tornare a casa a Belluno quindi goduto del panorama meraviglioso che ci offrono le Dolomiti….alla prossima

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