Da S.Candido a Lienz, un anno dopo

n questo agosto 2006 avaro di sole bisogna saper sfruttare bene ogni squarcio tra le nuvole. In molti devono aver pensato la stessa cosa il giorno di ferragosto, perché la ciclabile Dobbiaco - Lienz è stata oggetto di un vero e proprio assalto da parte degli appassionati. Mai vista così tanta gente lungo il percorso! Nonostante la calca devo dire che è stata ancora una volta una gita estremamente piacevole anche per i miei figli.

Partenza di buon ora per cercare di evitare la massa e il gran traffico in Val Pusteria il giorno di Ferragosto. Nonostante ciò alle ore 10 orde di ciclisti hanno già invaso il parcheggio della Stazione ferroviaria. Non resta che girare alla ricerca di un parcheggio. Mia moglie ha un’illuminazione e ci fiondiamo verso il parcheggio dell’Aquafun. Per fortuna ci sono ancora alcuni posti liberi, ma le auto continuano ad affluire ad un ritmo impressionante. Il pensiero di avere problemi ad uscire nel pomeriggio ci sfiora la mente. Ma non abbiamo tempo per indugiare: la temperatura di 11° invoglia a fare in fretta e ad inforcare la bicicletta. Mentre mia moglie e i miei figli sono bardati con giacche più o meno pesanti, io insisto sui pantaloni corti e mi limito ad un pile per affrontare i primi chilometri. Confido in un rialzo della temperatura.

Secondo me il tratto che va da S.Candido a Tassenbach è il più bello dell’intera ciclabile. Nelle giornate di sole si gode di un panorama fantastico e il verde dei pascoli trasmette una rara sensazione di serenità. Il tracciato si snoda tra pittoreschi paesini (ammirate la bellezza di luoghi come Versciaco, Prato alla Drava e Tassenbach) alternando le discese a piccoli strappi che contribuiscono a rendere più “vera” la ciclabile. Pedaliamo sicuri mentre intorno a noi fatica quella varia umanità che compone l’allegra banda di turisti e appassionati che quotidianamente sfida se stessa sul tracciato della Dobbiaco - Lienz. Famiglie che non inforcano da anni una bicicletta e che si affidano a biciclette similtandem o a coloratissimi carrettini per trasportare i propri figli, coppie dove l’uomo cerca di spiegare alla compagna come cambiare rapporto e che non sappiamo se saranno ancora unite al termine del viaggio (abbiamo visto pazienti signori di una certa età gettare inviperiti la bicicletta nel prato proferendo imprecazioni di ogni tipo). Ma non mancano arzille vecchiette che in compagnia affrontano con successo i 46 km. della ciclabile. Una vera e propria baraonda dove occorre prestare attenzione per evitare antipatici incidenti.

Dopo pochi chilometri arriviamo al confine con l’Austria. Si fa fatica a capire che si sta passando da uno stato ad un altro perché non esiste un segnale che lo comunichi. In lontananza si vede Sillian dove facciamo la classica sosta al Wichtelpark , dove i bambini possono giocare con automobili a pedali, dighe, scivoli e altalene. Per gli appassionati esiste anche un piccolo minigolf. Al parco giochi esiste anche un baracchino dove si possono consumare brevi spuntini. Abbiamo assaggiato i würstel e devo dire che non sono male.

Dopo una pausa di circa un’ora e mezza riprendiamo la nostra pedalata verso Lienz. Subito dopo il paese di Sillian si trova la fabbrica della Loacker che molto astutamente ha approntato un negozio accanto alla ciclabile. Vi lascio immaginare quale confusione regni sulla ciclabile all’ingresso del vialetto che porta alla fabbrica di biscotti. Da mettersi le mani nei capelli. Superato anche questo ostacolo proseguiamo convinti verso Tassenbach che ammiriamo in tutta la sua bellezza alla nostra sinistra. Nei prati circostanti simpatiche mucche pascolano incuranti della massa di turisti che sfreccia vicino. Comincia ora la discesa verso Thal e Lienz. La valle si restringe e le discese si fanno più ripide. Molti tratti sono all’ombra e nel bosco. Con i miei pantaloni corti ho un freddo cane ma il fascino della velocità mette in secondo piano questo dettaglio. Lungo il percorso si trovano alcuni punti di ristoro che a cavallo di pranzo sono presi d’assalto dai ciclisti. Anche qui occorre prestare attenzione a dove si pedala.

Arrivamo a Thal dove si trova una bellissima piscina all’aperto e ci fermiamo al bar al margine della ciclabile. Un bel gelato contribuisce a lenire le fatiche. Siamo a 10 chilometri circa da Lienz. Molti preferiscono andare a pranzare in un ristorante che si trova ad un centinaio di metri dalla ciclabile nel paese di Thal. Affrontiamo l’ultimo tratto della ciclabile un po’ più stanchi. Mio figlio sembra in grado di proseguire ad un certo ritmo, ma sento che comincia a cedere. La valle si allarga nuovamente in prossimità di Lienz. Butto lì senza convinzione di andare alla birreria Falkenstein, ma mia moglie con intransigenza teutonica mi invita a proseguire. Seguendo la Drava arriviamo a Lienz dove uno striscione di benvenuto accoglie “quelli che ce l’hanno fatta”. Praticamente sotto lo striscione si trova un chiosco dove si possono ottenere informazioni turistiche su Lienz e dove soprattutto si possono già comprare i biglietti per il treno che ci riporterà a S.Candido. Vista la coda optiamo per fare i biglietti in stazione del treno. Qui la coda è molto più contenuta perché un treno è appena partito. Il biglietto per 3 persone con 3 bici fino a S.Candido costa 23 Euro. Pensavo meno. Abbiamo ancora il tempo per fare un giro a Lienz. Il Centro storico dista 3 minuti in bici. Pur essendo Ferragosto i ristoranti, i bar e le gelaterie della piazza centrale sono aperti. Trovare un posto però è un’impresa visto l’afflusso di turisti. I prezzi dei ristoranti però sembranoaccettabili. Sarà per la prossima volta.

Andiamo a prendere il treno con un certo anticipo per evitare di viaggiare in piedi. Per fortuna troviamo posto e alle 15.17 partiamo alla volta di S.Candido. Dopo circa 45 minuti arriviamo e come successo un anno prima sono costretto ad arrampicarmi sul vagone destinato alle biciclette per scaricare le bici. Il servizio delle ferrovie austriache di scarico è garantito solo su uno dei vagoni, non il mio. Peccato.

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