Agosto 2009: di nuovo sui pedali tra Dobbiaco e Lienz

Ancora una volta non abbiamo saputo resistere al richiamo della Dobbiaco - Lienz. Il cielo terso e il caldo cittadino invogliano a cercare la freschura tra i monti della  Val Pusteria. Scegliamo una giornata infrasettimanale per evitare la ressa del fine settimana, ma sembra che molti abbiano avuto la stessa idea. Nel tratto di statale tra Villabassa e Dobbiaco si procede in colonna a passo d’uomo: sembra di stare in città nelle ore di punta. Dopo lungo penare decidiamo di partire con la bicicletta da Dobbiaco e non da San Candido per risparmiarci un po’ di coda sia all’andata ma soprattutto al ritorno. Parcheggiamo nei pressi della stazione del treno poco prima dell’impianto di teleriscaldamento, scarichiamo le bici e partiamo alla volta di Lienz. Il tempo è splendido e pedaliamo vigorosamente verso San Candido. Sono circa 4 chilometri in leggera discesa quasi tutti lungo la ferrovia. Arrivati alle porte di San Candido ci scontriamo con un classico problema cittadino: l’attraversamento della città non è agevole a causa dell’intenso traffico di automobili. Viaggiamo sui marciapiedi e non appena possibile abbandoniamo la strada per Sesto Pusteria e svoltiamo verso la stazione dove il traffico è decisamente più contenuto. Superiamo finalmente San Candido, imbocchiamo come le scorsa volte la ciclabile e pedaliamo ottimisti verso il confine. Sarà che tutti si muovono più o meno alla stessa ora, ma alle 11.00 sembra che tutti i turisti dell’Alta Pusteria abbiano deciso di intraprendere un viaggio in bici verso Lienz. Non ricordo di aver mai visto tanta gente sulla ciclabile. In certi momenti sembra di correre nel gruppo di una gara ciclistica. Confesso che in alcuni frangenti prestiamo più attenzione agli altri ciclisti che al paesaggio. Il nostro obiettivo è raggiungere velocemente Sillian per permettere ai bambini di rilassarsi un po’ al Wichtelpark per poi proseguire la nostra pedalata.

Mentre la ciclabile fino a Sillian non riserva novità particolari, il Wichtelpark è stato ampliato. Proprio all’ingresso sono state erette due torri collegate tra loro dalle quali i bambini possono scendere con uno scivolo. Nella parte superiore è stata inserito un trampolino elastico. La novità principale è un percorso attrezzato tra gli alberi destinato sia ai bambini sia agli adulti. Il percorso è aperto solo in certi momenti della giornata e l’accesso è a pagamento.

Consumato un breve pasto al chiosco del Wichtelpark ripartiamo alla volta di Thal prima e di Lienz poi. Il tratto tra Sillian e Tassenbach è quello che personalmente preferisco maggiormente. La ciclabile corre in piano a fianco della Drava tra ampi prati e caratteristici masi. L’occhio si riempe del verde dell’erba e dell’azzurro del cielo. Raramente si incontra qualche mucca vicino alla propria stalla. Da Tassenbach la ciclabile si inoltra nei boschi e inizia a scendere verso Thal. La velocità aumenta e si fa sentire sul viso. Per fortuna il traffico dei ciclisti è un po’ calato e la ciclabile è abbastanza sgombra. Il fondo stradale rimane sempre ottimo. Prima di Thal si notano ancora i segni delle frane che lo scorso anno avevano investito la ciclabile. Quest’anno il tempo è clemente e pedalando di buona lena si raggiunge rapidamente alla piscina di Thal dove come da tradizione ci fermiamo a rifocillarci. Il bar è letteralmente preso d’assalto da decine di ciclisti. Non oso immaginare l’incasso della giornata…. Notiamo che la piscina dopo parecchi anni è finalmente piena di bagnanti.

Rinfrancati nello spirito e nel fisico percorriamo l’ultima decina di chilometri che ci separa da Lienz. La temperatura comincia a salire e il caldo si fa sentire. Lienz ci sembra afosa e calda come una qualsiasi città di pianura. La biglietteria della stazione è presa di assalto dai ciclisti. Ne approfittiamo per fare un giro in città. I negozi sono aperti e invogliano a fare un po’ di shopping. Presso il panificio Joast (grande pubblicità di panificio biologico) ci lanciamo sulla crostata di fragole e i cornetti alle noci. Una bontà.

Ritorniamo in stazione dove si assiste alla classica scena dell’assalto al treno. Salire su di un treno che fa trasporto bici tra Lienz e San Candido tra le 16 e le 18 è una vera e propria avventura. Il numero di vagoni è insufficiente rispetto al numero di passeggeri (a sentire un ferroviere austriaco non è logisticamente possibile aggiungere altri vagoni).  Il treno parte alle 17.06 ma già alle 16.50 l’altoparlante comunica che il treno è già pieno e invita i passeggeri ad aspettare il treno delle 18.06. Per fortuna abbiamo trovato un posto, perché un gran numero di persone è costretta a viaggiare in piedi. Il treno strapieno parte alla volta di San Candido. Dopo circa un’ora di viaggio arriviamo alla stazione di San Candido dove come da tradizione la distribuzione delle bici viene autorganizzata dai viaggiatori stessi.Visto il costo del biglietto questa pratica mi sembra uno schiaffo in faccia ai viaggiatori paganti.

Saliti nuovamente sulle bici pedaliamo alla volta di Dobbiaco. Notiamo che sulla statale la coda delle automobili copre l’intera distanza tra San Candido e Dobbiaco. Anche se un po’ stanchi siamo contenti di non sedere in macchina e di pedalare invece tra i prati. Dopo una ventina di minuti raggiungiamo il parcheggio, carichiamo le bici e ritorniamo a casa. Arrivederci al prossimo anno.

Video Dobbiaco Lienz - Agosto 2008

Agosto 2008: sulla Dobbiaco-Lienz molte conferme e qualche novità

Domenica 3 agosto 2008: via di nuovo con bici e famiglia lungo la Dobbiaco - Lienz (pur partendo da San Candido). Tempo soleggiato e temperatura ideale. Alle 10.45 il nuovo parcheggio all’ingresso nord di San Candido è ancora semivuoto. Siamo costretti a scaricare le bici prima dell’ingresso a causa della sbarra che ci impedirebbe di entrare. Nei giorni feriali la sosta è limitata a 5 ore, nei festivi non sappiamo. La vista di altri compagni di biciclettata che hanno parcheggiato nello stesso posto ci rincuora. Un goccio d’acqua prima di partire, zaino in spalla e via si parte lungo la Drava. Mi aspettavo il caos lungo la ciclabile, ma per fortuna il traffico ciclistico sembra al di sotto delle attese.

Quest’anno la valle è particolarmente verde: un vero e proprio spettacolo. Cavalli e mucche si alternano nei campi lungo la ciclabile. Ci avviciniamo a Versciaco e veniamo raggiunti da un gruppo numeroso di ciclisti. Sarà la costante della giornata: alcuni gruppi numerosi, meno famiglie rispetto al passato. Sulla salita che porta in paese entrambi i pargoli si difendono e procediamo spediti.

Il problema con i gruppi numerosi è che soprattutto nei tratti in salita (e sulla Dobbiamo Lienz per fortuna sono pochissimi) si crea un clima di allegra anarchia che rende impossibile agli altri ciclisti di pedalare in sicurezza. Chi salta giù dalla bici all’improvviso, chi si sposta a destra, chi a sinistra, chi cerca il proprio amico, chi sbanda. Un vero e proprio caos. Soprattutto con i bambini può creare un po’ di preoccupazione.

In ogni caso superiamo anche queste difficoltà e puntiamo decisi verso il confine di Stato. Superiamo di slancio Prato alla Drava. Il fondo della pista ciclabile è sempre buono. Il tratto che va da Versciaco a Tassenbach è quello che preferisco, per i bellissimi paesi che si attraversano  e per il panorama.

A Sillian abbiamo il nostro classico appuntamento con il Wichtelpark, parco giochi immerso nel verde di un bosco. Noto che il chiosco che vende bibite e spuntini è stato rinnovato. Il proprietario ha approfondito la conoscenza della lingua italiana, ma il suo dialetto tedesco mi giunge sconosciuto. I prezzi sono accettabili. Come al solito molti italiani prendono il caffè che notoriamente in Austria non è il massimo. I commenti sono infatti molto negativi. L’attrazione che ancora entusiasma i miei bambini (e non solo loro) è il gioco di dighe. Una vecchia pompa a mano estrae l’acqua dal sottosuolo e la fa scorrere lungo piccoli canali in discesa. La pompa è bellissima, lo sforzo per fare uscire un po’ d’acqua notevole.

Dopo un’oretta di pausa ripartiamo e abbandoniamo Sillian. Sulla sinistra un bellissimo castello e la fabbrica della Loacker fanno capolino. Il numero di ciclisti al chiosco che vende wafer e altre leccornie è impressionante. Questa volta proseguiamo senza fermarci. Sempre lungo la Drava arriviamo a Strassen e poi a Tassenbach, il mio paese preferito. Da qui in poi termina la parte piana della ciclabile e cominciano le discese vorticose che ci porteranno a Lienz. I bambini si entusiasmano per la velocità.

Dopo Abfalterersbach siamo costretti a seguire una deviazione. A quanto pare nel tratto prima di arrivare a Thal ci sono state delle frane sul lato destro della Drava. Siamo costretti quindi a spostarci sul lato sinistro e a procedere lungo una strada forestale sterrata. Il fondo stradale è comunque buono e l’itinerario nel bosco è piacevole. Circa 4 chilometri prima di Thal si ritorna sulla ciclabile principale. Provo una sensazione strana quando passiamo tra due muri di terra: la ciclabile è stata liberata dai detriti e resa accessibile al passaggio.

I bambini cominciano ad essere stanchi, ma vogliamo arrivare a Thal per fermarci al bar della piscina. Quando arriviamo, troviamo un sacco di ciclisti che si stanno riposando. Con un po’ di incoscienza ordino un birra piccola. Mi portano una Goesser, che mi sorprende per la sua bontà. Per una volta la piscina è piena. Di solito quando passiamo di là, il tempo non è dei migliori. Anche questa volta qualche nube minacciosa si addensa sulle cime delle montagne.

Ci aspettano ora gli ultimi 10 chilometri prima di arrivare a Lienz. Ho sempre paura di questo tratto perché si ha la sensazione di essere già arrivati, ma in realtà bisogna ancora pedalare a lungo. Faccio fatica a classificare questo tratto di ciclabile. Ci sono ancora discese veloci, ma dopo un paio di chilometri si percepisce che la città si sta avvicinando. Passiamo davanti alla gola che si potrebbe visitare. Ho un attimo di incertezza, ma mia moglie mi indica di proseguire. Pedalando e pedalando cominciamo a vedere le prima case di Lienz. Ormai l’arrivo è vicino e quando passiamo a fianco del percorso per i canoisti capisco che siamo praticamente arrivati. Vediamo lo striscione e i miei figli improvvisano uno sprint per il primo posto.

Come sempre all’arrivo è aperto il chiosco per le informazioni. A questo punto dopo le foto di rito non rimane altro che puntare alla stazione del treno. Prima però non possiamo disdegnare un breve giro per il centro di Lienz. La vita si concentra nelle gelaterie e bar della piazza principale. Il resto del centro è praticamente deserto. Ritorniamo in stazione, facciamo i biglietti (circa 27 euro per 2 adulti e 2 bambini con le biciclette) e ci associamo alla massa dei ciclisti in attesa del treno. Quando arriva per fortuna l’assalto ai vagoni destinati alle biciclette è abbastanza civile e riusciamo a guadagnare senza problemi un posto a sedere. Perfettamente puntuale il treno parte e ci riporta a San Candido.

Alla stazione di San Candido come al solito non c’è nessuno che dia una mano a scaricare le biciclette. Ne scaturiscono forme di auto-organizzazione dei viaggiatori che provvedono a consegnare le biciclette ai legittimi proprietari.

Un altro viaggio lungo la Dobbiaco - Lienz si è concluso. Rimane forse un senso di ripetizione, di già visto, ma il verde della valle, le montagne, lo scorrere della Drava ci hanno fatto ancora una volta provare delle magnifiche emozioni.

Il video della Dobbiaco - Lienz

Ancora una volta sulla Dobbiaco - Lienz

Anche quest’anno si è compiuto il rito di percorrere in famiglia la Dobbiaco - Lienz.

In realtà siamo partiti per comodità da San Candido. Non ho notato novità fondamentali lungo la ciclabile, a parte un nuovo ponte subito dopo Sillian. Probabilmente la novità principale è rappresentata dai collegamenti ferroviari che sono diventati più frequenti. In compenso però quasi tutti i treni pomeridiani non fermano più nelle stazioncine intermedie, a parte Sillian. Quindi scordatevi ad esempio di salire a Thal anziché a Lienz.

Piccola segnalazione sui costi del treno al ritorno. Per 2 adulti, un bambino di 7 anni e uno di 4 con 3 biciclette abbiamo speso circa 22 Euro. Alla prossima.

Da S.Candido a Lienz, un anno dopo

n questo agosto 2006 avaro di sole bisogna saper sfruttare bene ogni squarcio tra le nuvole. In molti devono aver pensato la stessa cosa il giorno di ferragosto, perché la ciclabile Dobbiaco - Lienz è stata oggetto di un vero e proprio assalto da parte degli appassionati. Mai vista così tanta gente lungo il percorso! Nonostante la calca devo dire che è stata ancora una volta una gita estremamente piacevole anche per i miei figli.

Partenza di buon ora per cercare di evitare la massa e il gran traffico in Val Pusteria il giorno di Ferragosto. Nonostante ciò alle ore 10 orde di ciclisti hanno già invaso il parcheggio della Stazione ferroviaria. Non resta che girare alla ricerca di un parcheggio. Mia moglie ha un’illuminazione e ci fiondiamo verso il parcheggio dell’Aquafun. Per fortuna ci sono ancora alcuni posti liberi, ma le auto continuano ad affluire ad un ritmo impressionante. Il pensiero di avere problemi ad uscire nel pomeriggio ci sfiora la mente. Ma non abbiamo tempo per indugiare: la temperatura di 11° invoglia a fare in fretta e ad inforcare la bicicletta. Mentre mia moglie e i miei figli sono bardati con giacche più o meno pesanti, io insisto sui pantaloni corti e mi limito ad un pile per affrontare i primi chilometri. Confido in un rialzo della temperatura.

Secondo me il tratto che va da S.Candido a Tassenbach è il più bello dell’intera ciclabile. Nelle giornate di sole si gode di un panorama fantastico e il verde dei pascoli trasmette una rara sensazione di serenità. Il tracciato si snoda tra pittoreschi paesini (ammirate la bellezza di luoghi come Versciaco, Prato alla Drava e Tassenbach) alternando le discese a piccoli strappi che contribuiscono a rendere più “vera” la ciclabile. Pedaliamo sicuri mentre intorno a noi fatica quella varia umanità che compone l’allegra banda di turisti e appassionati che quotidianamente sfida se stessa sul tracciato della Dobbiaco - Lienz. Famiglie che non inforcano da anni una bicicletta e che si affidano a biciclette similtandem o a coloratissimi carrettini per trasportare i propri figli, coppie dove l’uomo cerca di spiegare alla compagna come cambiare rapporto e che non sappiamo se saranno ancora unite al termine del viaggio (abbiamo visto pazienti signori di una certa età gettare inviperiti la bicicletta nel prato proferendo imprecazioni di ogni tipo). Ma non mancano arzille vecchiette che in compagnia affrontano con successo i 46 km. della ciclabile. Una vera e propria baraonda dove occorre prestare attenzione per evitare antipatici incidenti.

Dopo pochi chilometri arriviamo al confine con l’Austria. Si fa fatica a capire che si sta passando da uno stato ad un altro perché non esiste un segnale che lo comunichi. In lontananza si vede Sillian dove facciamo la classica sosta al Wichtelpark , dove i bambini possono giocare con automobili a pedali, dighe, scivoli e altalene. Per gli appassionati esiste anche un piccolo minigolf. Al parco giochi esiste anche un baracchino dove si possono consumare brevi spuntini. Abbiamo assaggiato i würstel e devo dire che non sono male.

Dopo una pausa di circa un’ora e mezza riprendiamo la nostra pedalata verso Lienz. Subito dopo il paese di Sillian si trova la fabbrica della Loacker che molto astutamente ha approntato un negozio accanto alla ciclabile. Vi lascio immaginare quale confusione regni sulla ciclabile all’ingresso del vialetto che porta alla fabbrica di biscotti. Da mettersi le mani nei capelli. Superato anche questo ostacolo proseguiamo convinti verso Tassenbach che ammiriamo in tutta la sua bellezza alla nostra sinistra. Nei prati circostanti simpatiche mucche pascolano incuranti della massa di turisti che sfreccia vicino. Comincia ora la discesa verso Thal e Lienz. La valle si restringe e le discese si fanno più ripide. Molti tratti sono all’ombra e nel bosco. Con i miei pantaloni corti ho un freddo cane ma il fascino della velocità mette in secondo piano questo dettaglio. Lungo il percorso si trovano alcuni punti di ristoro che a cavallo di pranzo sono presi d’assalto dai ciclisti. Anche qui occorre prestare attenzione a dove si pedala.

Arrivamo a Thal dove si trova una bellissima piscina all’aperto e ci fermiamo al bar al margine della ciclabile. Un bel gelato contribuisce a lenire le fatiche. Siamo a 10 chilometri circa da Lienz. Molti preferiscono andare a pranzare in un ristorante che si trova ad un centinaio di metri dalla ciclabile nel paese di Thal. Affrontiamo l’ultimo tratto della ciclabile un po’ più stanchi. Mio figlio sembra in grado di proseguire ad un certo ritmo, ma sento che comincia a cedere. La valle si allarga nuovamente in prossimità di Lienz. Butto lì senza convinzione di andare alla birreria Falkenstein, ma mia moglie con intransigenza teutonica mi invita a proseguire. Seguendo la Drava arriviamo a Lienz dove uno striscione di benvenuto accoglie “quelli che ce l’hanno fatta”. Praticamente sotto lo striscione si trova un chiosco dove si possono ottenere informazioni turistiche su Lienz e dove soprattutto si possono già comprare i biglietti per il treno che ci riporterà a S.Candido. Vista la coda optiamo per fare i biglietti in stazione del treno. Qui la coda è molto più contenuta perché un treno è appena partito. Il biglietto per 3 persone con 3 bici fino a S.Candido costa 23 Euro. Pensavo meno. Abbiamo ancora il tempo per fare un giro a Lienz. Il Centro storico dista 3 minuti in bici. Pur essendo Ferragosto i ristoranti, i bar e le gelaterie della piazza centrale sono aperti. Trovare un posto però è un’impresa visto l’afflusso di turisti. I prezzi dei ristoranti però sembranoaccettabili. Sarà per la prossima volta.

Andiamo a prendere il treno con un certo anticipo per evitare di viaggiare in piedi. Per fortuna troviamo posto e alle 15.17 partiamo alla volta di S.Candido. Dopo circa 45 minuti arriviamo e come successo un anno prima sono costretto ad arrampicarmi sul vagone destinato alle biciclette per scaricare le bici. Il servizio delle ferrovie austriache di scarico è garantito solo su uno dei vagoni, non il mio. Peccato.

Da S.Candido a Lienz

Ebbene sì, anch’io desidero raccontare la mia esperienza sulla S.Candido - Lienz, la pista ciclabile per eccellenza della provincia di Bolzano. Credo che siano migliaia le persone che nel corso dell’estate percorrono i 47 chilometri che separano Dobbiaco da Lienz. Armata di zaini, panini, seggiolini, berrettini, occhiali da sole ecco la moltitudine di turisti italiani inforcare la bicicletta e lanciarsi convinta lungo la pista ciclabile con l’obiettivo di raggiungere Lienz e dire anch’io ce l’ho fatta.

Lungo i chilometri del percorso ho visto i mezzi più assurdi: carrozzelle per bambini trainate dalla bici di papà, monociclo collegato alla sella del genitore e altre amenità varie. Sarà, ma io sono sempre convinto che il vecchio seggiolino sia ancora il più sicuro. Ma veniamo alle cose serie e illustriamo il percorso che si snoda lungo la Drava e che come abbiamo detto prima da Dobbiaco conduce a Lienz nel Tirolo Orientale. Partenza dalla stazione del treno di Dobbiaco di fronte al Grand Hotel Dobbiaco ora divenuto Centro Congressi, scarichiamo le bici dalla macchina. La radio del negozio di noleggio bici che si trova all’interno della stazione ha un volume altissimo, confidiamo nel silenzio dei boschi e dei pascoli che attraversemo. Con noi sono numerosi gli altri ciclisti che si sono alzati abbastanza presto per evitare la massa. Si parte in leggera discesa e lungo la ferrovia si raggiunge abbastanza rapidamente Dobbiaco, dove dopo aver attraversato la zona industriale con gli stabilimenti Senfter e Kaiserwasser, si accede alla pista ciclabile che ci porterà in Austria. Confesso che il tratto tra San Candido e Abfaltersbach (A) è quello che preferisco: si rimane sempre in quota, tra saliscendi in leggera discesa si attraversano prati verdissimi, si possono ammirare castelli e paesini suggestivi. Una volta usciti da S.Candido si marcia convinti e contenti verso Versciaco. Sulla destra il Monte Elmo osserva le nostre pedalate e ci accompagna fino al confine di Prato alla Drava.

Penso che uno degli elementi vincenti di questa ciclabile (oltre alla facilità) sia quell’emozione che ti dà l’idea di attraversare il confine in bicicletta e di penetrare per molti chilometri in terra “straniera”. Dopo qualche micropaesino alpino si arriva ad uno dei centri più importanti: Sillian. Qui la Loacker, che lì produce biscotti, ha pensato bene di mettere in piedi un negozio destinato ai ciclisti. Con grande successo anche! Se viaggiate con bambini fermatevi un attimo a Sillian al mitico (per i miei figli) Wichtelpark, un parco giochi al limitare del bosco a pochi metri dalla ciclabile. Ampio, con molti giochi interessanti, tra i quali segnalo una mitica pompa d’acqua a mano, che alimenta un sistema di dighe molto appassionante. Non mancano le macchine a pedali e un megascivolo per temerari. Carino veramente.

Da Sillian si prosegue lasciando sulla sinistra un fantastico castello e si scende lungo la Drava fino a Strassen. Da qui si raggiunge il bel paese di Abfaltersbach, dove la discesa comincia a diventare più ripida e veloce. Non dovrete praticamente più pedalare quasi fino a Lienz. La valle si restringe progressivamente e la velocità aumenta. In mezzo a boschi sulla sponda destra della Drava tutto questo scendere diventa quasi noioso . Il mio obiettivo intermedio prima di Lienz è Thal dove si trova un bel lido, ma soprattutto un bellissimo bar dove ho voglia di consumare un meritato gelato.

Arriviamo a Thal dopo qualche breve sosta intermedia per sgranchire le gambe (ahi che male il sedere, non sono abituato a restare così a lungo in sella) e ci spariamo immediatamente un ottimo Eiskaffee. Chissà perché ma quando arriviamo a Thal siamo sempre convinti di essere ormai arrivati a Lienz. Nulla di più sbagliato: mancano ancora 10 chilometri e la pista richiede soprattutto nella parte finale prima dell’abitato di Lienz di pedalare con una certa continuità. Cominciamo ad essere stufi, ma la meta è vicina. Guarda quei polli della scuola di Kayak di Lienz …. Ma allora siamo proprio vicini! Ecco in fondo alla discesa lo striscione che saluta i “temerari” che sono riusciti a compiere l’impresa. Foto ricordo.

Dov’è la stazione? Rifarsi 47 chilometri in salita non è proprio il massimo. E ecco allora sfrecciare decine di ciclisti italiani lungo le vie di Lienz seguendo i piccoli cartelli che indicano il centro e la stazione. Caspita che traffico a Lienz! Per fortuna che ci sono le ciclabili …. Ecco i treni ed ecco la stazione. Quando parte il prossimo treno? Pianifichiamo una breve visita alla cittadina, ma attenzione dobbiamo fare presto il biglietto perché poi c’è ressa. Lienz non è grandissima, almeno il suo centro storico. In fondo tutto si concentra su 1 - 2 piazze e sulla strada che le unisce. In ogni caso la cittadina è molto vivace e brulica di turisti italiani alla ricerca del souvenir trofeo da mostrare ad amici e parenti.

Carina la cittadina e se avete tempo fate un salto anche al castello, facilmente raggiungibile in bicicletta. Uno sguardo all’orologio e di corsa fino alla stazione a fare il biglietto e a cercare un posto strategico per caricare in fretta la bici. Eh sì, perché si assiste ad un vero e proprio assalto al treno che ci riporta a S.Candido. Pochi minuti dopo l’arrivo del treno i posti sono quasi tutti occupati e nessuno ha voglia di farsi 45 minuti di viaggio in piedi. Dal finestrino si può vedere la ciclabile e immancabilmente si commentano le pedalate, le sbuffate, gli inconvenienti di qualche ora prima. I bambini quasi urlanti raccontano di quella curva dove hanno frenato e quasi stavano uscendo, di quella discesa dove hanno mollato i freni. Un bel momento di vita famigliare. Il treno risale velocemente, si riattraversa il confine e si arriva a S.Candido.

Ed ecco il momento più triste di tutto il viaggio: la riconquista delle biciclette. I viaggiatori sono costretti ad arrampicarsi sul vagone biciclette, cercare la/le propria/e e cercare di scaricarle. Una vera e propria battaglia senza esclusione di colpi. Superato anche questo ostacolo, si salta di nuovo in sella per ritornare a Dobbiaco. Contenti.